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Il rilievo del degrado materico

Approfondimenti

La termografia applicata in campo edile consente di eseguire diagnosi per individuare patologie e fenomeni di degrado materico non sempre riconoscibili a vista; nello specifico la presenza e la distribuzione dell'umidità nelle murature.

In condizioni ambientali favorevoli (umidità relativa dell'aria nell'ambiente circostante non superiore al 70 ÷ 80% e T ambiente non inferiore a 6°C), l'elevato calore latente dovuto all'evaporazione (processo endotermico) dell'acqua contenuta in superficie, fa sì che le zone imbibite all'interno di una muratura si distinguano da quelle sane perché più fredde.


Poiché la temperatura di un oggetto durante l'evaporazione dipende in modo rilevante dal tasso di evaporazione, è possibile correlare direttamente le due grandezze attraverso il bilancio energetico complessivo della superficie dove avviene l'evaporazione.

L'acqua, migrando all'interno del materiale, trasporta in soluzione sostanze organiche ed inquinanti prelevate dall'atmosfera, dal terreno e dal materiale stesso; sale dal basso verso l'alto per fenomeni di capillarità e viaggia dall'interno verso l'esterno per il fenomeno della diffusione; evaporando nel corso dei fenomeni di traspirazione, deposita sugli strati più esterni della muratura patine di sali che cristallizzano provocando fenomeni di micro fessurazione. I nuclei di cristallizzazione crescono in dimensione per l'apporto di nuovi sali dall'interno della muratura e provocano la rottura degli strati superficiali con formazione di efflorescenze e subflorescenze.

Questo flusso (traspirazione), si manifesta principalmente in dipendenza delle variabili ambientali (temperatura, umidità relativa) che regolano i processi di scambio di massa e di energia fra il muro e l'aria che lo lambisce.

E' uso corrente, nella pratica, identificare il degrado dovuto all'umidità nelle murature con la quantità d'acqua in esse contenuta. Questa influisce sulle proprietà termo-meccaniche dei materiali, ma il degrado delle superfici è imputabile più al flusso di evaporazione che al contenuto d'acqua, pur essendo le due variabili, evidentemente, correlate.

Una valutazione degli scambi di acqua tra muratura e ambiente è convenzionalmente ottenuta attraverso la misura dell'umidità relativa e della T ambientale e superficiale. Tale metodo tuttavia consente solo rilievi puntuali, ossia nelle zone ove si siano collocate le sonde.

L'indagine termografica può rappresentare un metodo integrativo di questo per l'individuazione di zone con processi di evaporazione in atto, permettendo di estendere ad ampie superfici le misure locali ottenute dalle sonde e di ottenere direttamente una mappatura delle zone soggette a traspirazione valutando immediatamente le zone sede di maggiori o minori flussi.

Non pare praticabile (essenzialmente per questioni di costi) un monitoraggio termografico in continuo.

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